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48 di chirurgia e non sentirli!

48 di chirurgia e non sentirli!

Articolo del Dott. Lucio Giuliano

Quest’anno compio il quarantottesimo anno di attività professionale esercitata in ambiente ospedaliero, universitario e libero professionale; ne sono ancora coinvolto.

È stato un lungo cammino con molte soddisfazioni e a volte sacrifici: mi occupo di chirurgia orale e maxillare.

Ho assistito alla lunga e rapida evoluzione delle tecniche chirurgiche, alcune volte anticipando quelle che sarebbero state poi adottate anche dalla chirurgia di altre specialità, come la realizzazione di modelli tridimensionali in resina dalla TAC del paziente, molto utile nelle riabilitazioni ossee dei mascellari e delle mandibole.

Con questa tecnica, nelle ricostruzioni ossee sono stati ridotti i tempi di esecuzione dell’intervento sul paziente del 70%. L’osso da innestare, nelle grandi ricostruzioni, viene prelevato dal paziente, in genere dalla spina iliaca, dalla calvaria (teca cranica), dalla tibia o anche dalla banca dei tessuti, come il nostro CTO o l’Istituto Rizzoli di Bologna viene modellato sul modello tridimensionale ottenuto dalla TAC, previa sterilizzazione e poi una volta idoneo, si inserisce nella zona da ricostruire.

Questi interventi sono realizzati in casi di neoplasie o di importanti atrofie ossee per riabilitazioni estetico-funzionali o per poter inserire impianti.

 Un altro passo avanti nella nostra chirurgia, oltre al laser, è stato ottenuto con l’uso dell’osteotomo piezoelettrico ad ultrasuoni; Il vantaggio di questo apparecchio è quello di sezionare i tessuti duri come l’osso e non danneggiare i tessuti molli come nervi e vasi, ovviamente avendo precauzioni ed una manualità corretta. L’inventore della tecnica e dell’apparecchio è stato un italiano, il prof. Tommaso Vercellotti di Genova.

I ricordi più cari della professione sono legati a quelli della giovinezza, quando andavo in giro per il mondo cercando di rubare le tecniche che ritenevo più evolute e alle parole del mio primario, il dr. G. Turco che mi diceva che la maggior parte di ciò che io acquistavo a caro prezzo altrove, lui me lo insegnava gratis in ospedale.

Un altro aneddoto che ricordo con piacere è legato ad una bellissima persona, Paolo Rossi.

Nei primi anni ottanta, oltre all’attività ospedaliera, svolgevo consulenze di chirurgia presso lo studio di un illustre professore universitario di Torino e Paolo era venuto perché gli estraessi due denti inclusi, a quattro giorni dalla partenza per i campionati del mondo dell’ottantadue in Spagna. Nelle prime tre partite Rossi ha giocato piuttosto male e non ha segnato alcuna rete e io ero molto preoccupato per le sue condizioni di salute e per eventuali risarcimenti richiesti, ma poi quando segnò tre gol al Brasile, due alla Polonia ed uno alla Germania, fui il tifoso più contento e sollevato come italiano e come professionista.

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