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occhio al sale

Occhio al sale!

Articolo della Dott.ssa Chantal Erbino

Un consumo eccessivo di sale comporta l’aumento dei valori pressori che è la più importante causa di malattie cardiovascolari ed è responsabile di circa 2/3 degli ictus e di circa il 50% di tutte le malattie del cuore.

L’obiettivo posto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità prevede un consumo individuale di sale non superiore a 5 grammi al giorno (corrispondenti a 2 grammi di sodio).

Ma un’indagine condotta da Sinu (Società Italiana di Nutrizione Umana) ha mostrato un consumo medio giornaliero di sale pari a 10.6 g negli uomini e 8.6 g nelle donne italiane. Soltanto il 5% degli uomini e il 15% delle donne presentava un consumo di sale in linea con le raccomandazioni dell’OMS (cioè < 5 g/die).

Il consumo medio giornaliero per il 75% proviene dai prodotti acquistati nei negozi (pane, prodotti da forno, prodotti caseari e salumi). Inoltre, alcuni alimenti, tradizionalmente poveri di sale, vengono trasformati dall’industria che ne aumenta il contenuto. Ecco perchè è importante leggere le etichette e preferire prodotti che contengano una quantità di sale inferiore a 0,3 grammi per 100 g. Dimezzare l’assunzione di sale da 10 a 5 grammi al giorno riduce del 23% il rischio di ictus e del 17% il rischio di malattie cardiache.

Ridurre il consumo di sale richiede alcune piccole accortezze che con il tempo devono diventare abitudini di consumo. È importante conoscere quali siano gli alimenti più ricchi in sale, tra cui dadi da brodo, salumi, insaccati, formaggi, carni processate (come wurstel, salsicce, bacon, carne in scatola, carne essiccata e affumicata) ma anche salse come ketchup, senape e salsa di soia, sughi pronti e spesso prodotti da forno come taralli e cracker.

Bisogna abituarsi a leggere l’etichetta degli alimenti e controllare nella lista degli ingredienti se al prodotto sia stato aggiunto sale o sodio in altra forma, ad esempio come glutammato di sodio.
Un buon esercizio è confrontare le etichette di prodotti della stessa categoria e scegliere quello con il contenuto minore di sodio.

Bisogna anche abituarsi a ragionare in termini di porzione non solo di quantità per 100 g o 100 ml: in alcuni casi la porzione è piccola quindi il quantitativo di sodio potrebbe essere accettabile. Ma in altri casi si consumano quantità superiori a 100 g quindi il sodio potrebbe essere eccessivo.

Cerca di ridurre progressivamente il sale che aggiungi alle tue ricette e scegli sempre quello iodato. In questo modo tutta la famiglia si abituerà pian piano a mangiare meno salato.
Una buona abitudine è anche evitare di mettere in tavola la saliera e sostituirla ad esempio con un mix di erbe mediterranee essiccate.

Preferisci i formaggi freschi a quelli stagionati e negli spuntini cerca di preferire frutta o yogurt anzichè gli snack salati.
Anche quando prepari un panino, scegli alimenti a basso contenuto di sale come verdure grigliate e uovo sodo o tonno sgocciolato e pomodori o formaggio spalmabile e rucola.

E se fai un’attività sportiva leggera, reintegra con la semplice acqua i liquidi persi nella sudorazione, non occorre assumere bevande ipertoniche.

E in merito alle numerosissime opzioni presenti sugli scaffali che creano l’imbarazzo della scelta tra sale rosa o nero o grigio o marino o integrale? Resta sempre sale!

Non ci sono studi scientifici a supporto dei suggerimenti che spopolano sul web di preferire il sale colorato. Si tratta sempre di cloruro di sodio, solo con alcune “impurezze” minerali che ne cambiano il colore. Quindi, dovendo scegliere, prendi semplicemente il sale iodato e aggiungine il meno possibile quando prepari le tue ricette.

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